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Collezione

Numismatica

Dalle prime monete battute in Magna Grecia sino ad esemplari del Regno delle Due Sicilie, pervenuti al Museo sia in seguito all'acquisizione di collezioni private, sia grazie agli scavi condotti in area vesuviana e nell'Italia meridionale.

Storia e fomazione: il Medagliere contiene materiali che coprono un arco cronologico estremamente ampio: dalle prime monete battute in Magna Grecia sino ad esemplari del Regno delle Due Sicilie, pervenuti al Museo sia in seguito all’acquisizione di collezioni private, come quella Farnese, che ne costituisce il primo nucleo, quella Borgia e quella Santangelo, sia grazie agli scavi condotti in area vesuviana e nell’Italia meridionale. La sezione, aperta al pubblico per la prima volta nel 2001, consta di sei sale.

Percorso: nella prima sala, numero LI, si ripercorre la storia degli studi numismatici, illustrandone le origini, legate al collezionismo ed alla ricerca iconografica, e mostrandone l’evoluzione verso la concezione moderna di disciplina a carattere storico; nelle successive, numeri LII-LVI, si traccia la storia economica, politica e sociale del Mezzogiorno d’Italia e della Sicilia.
Il percorso espositivo segue un criterio cronologico e topografico, e sottolinea il ruolo ed il diverso modo di presentarsi della moneta all’interno dei vari contesti archeologici: sono in mostra, infatti, anche dei tesoretti, ciascuno con origine e funzione diversi. Alla base dell’allestimento é l’idea di privilegiare l’aspetto quantitativo e qualitativo dei materiali, come riflesso della varietà e ricchezza della collezione, una delle più grandi al mondo: ogni vetrina contiene, pertanto, un cospicuo numero di monete di ciascuna zecca, delle quali si mostrano il dritto ed il rovescio adoperando due esemplari della stessa serie. Si è scelto inoltre di esporre anche materiali di natura diversa, dai rilievi ai libri, la cui presenza completa la corretta comprensione della collezione.
Un significativo risalto è dato alle evidenze pompeiane, attraverso le quali si fornisce uno spaccato della circolazione quotidiana del numerario e delle attività produttive della città: in questo contesto, infatti, oltre alla moneta forse più famosa della collezione, il medaglione aureo di Augusto (sala LIII), del quale non sono noti allo stato attuale altri esemplari, sono esposte le tavolette cerate provenienti dall’archivio di Cecilio Giocondo, il rilievo raffigurante la bottega di un calderaio, un pilastro affrescato con scene di fullonica, l’incasso di un thermopolium, ma anche una cassaforte, parte delle oreficerie della Casa del Menandro, ed il gruzzolo dell’amministratore della stessa domus: tutti documenti essenziali per una interpretazione ben documentata dell’uso e del valore della moneta in quel periodo. Continuando il percorso si attraversano sale dedicate alle monetazioni della fine dell’Impero, dell’epoca delle invasioni barbariche, del regno di Federico II, del Medioevo e dell’Età moderna; l’esposizione si sofferma poi su Napoli, sede di diverse zecche, sulla cui ubicazione un pannello didattico fornisce indicazioni esplicative.
L’ultima sala espone infine dei medaglioni, grosse monete non aventi corso legale ma battute solamente per commemorare un personaggio o un avvenimento storico, insieme a matrici ed antichi medaglieri, cioè mobili muniti di piccoli cassetti appositamente creati per custodire le collezioni monetali.

Ulteriori informazioni
Dati collezione
Bibliografia:

Cantilena 1989a; Museo Archeologico 1994; Museo Archeologico 1999; Collezione numismatica 2001.

Collocazione: Piano ammezzato, sale LI-LVI