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Agamennone

il più potente principe della Grecia, secondo Omero, dal momento che governava l’intero Peloponneso, con la sola eccezione di Argo, di cui era sovrano Diomede. Era fratello di Menelao e nipote di Atreo attraverso Plistene ed Eripile, o, secondo altre versioni, figlio dello stesso Atreo e nipote di Pelope. Dopo l’uccisione di Atreo ad opera di Egisto si recò a Sparta, dove sposò Clitemnestra da cui ebbe quattro figli: Ifigenia, Oreste, Elettra (Laodice) e Crisotemi. Riuscì a tornare a Micene e a riprendere il trono di Atreo, anche se le versioni su come lo ottenne sono diverse: lo avrebbe ereditato alla morte dell’usurpatore Tieste, o glielo avrebbe tolto in maniera violenta. Quando i Greci organizzarono la spedizione contro Troia, Agamennone uccise per errore una cerva sacra ad Artemide, che trovò vendetta nell’inviare una pestilenza e la bonaccia che impedì alla flotta, ancorata al porto di Aulide, di salpare. Per placare la collera divina Agamennone acconsentì a sacrificare la figlia Ifigenia, attirandosi l’odio incontenibile di Clitemnestra. Durante il decennale assedio alle mura di Troia fu l’autorità massima dei Greci ed è esaltato nell’Iliade per la magnanimità, la saggezza ed il coraggio. Tornato a Micene fu ucciso da Egisto, che aveva sedotto Clitemnestra o, secondo i tragediografi antichi, da Clitemnestra in persona.
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