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Anfiteatro Campano

il più grande anfiteatro dopo il Colosseo. Fu realizzato su una più antica arena di ridotte dimensioni, databile alla seconda metà del II secolo a.C., tra la fine del I e l’inizio del II secolo d.C. Venne restaurato da Adriano ed Antonino Pio. Organizzato su quattro piani ad arcate, misura 165 m per 135 m ca. per un’altezza di 46 m ca. I primi tre ordini erano formati da 80 arcate in travertino ornate da 240 busti per lo più di divinità, di cui solo una ventina risultano ancora in situ, mentre il quarto presentava un muro continuo senza arcate con pilastri. La cavea era divisa in quattro settori più uno alla sommità ed una serie di scale permettevano agli spettatori di raggiungere rapidamente i propri posti dai quattro ingressi principali e dalle arcate esterne. Sul portico della summa cavea, arricchito da colonne in granito, erano alloggiate statue in marmo. All’interno il piano era costituito da un tavolato in legno rapidamente smontabile, mentre, i sotterranei erano formati da nove corridoi destinati ad ospitare macchinari, gabbie per belve e quanto altro fosse necessario per lo svolgimento dei giochi. Dopo l’arrivo dei Saraceni, fu adibito a fortezza; quasi del tutto distrutto in età normanno-sveva, divenne, almeno fino al XVI secolo, una gigantesca cava per il reperimento di materiali da costruzione.
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