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Oggetto archeologico
lastra |
Pannello con iniziazione di Arianna (153651)
Il pannello, rinvenuto come materiale sporadico insieme ad un altro conservato nel Museo Archeologico Nazionale di Napoli uguale per tema e dimensioni (inv. 153652), realizzato con una tecnica che lo qualifica come manufatto di pregio, doveva costituire ornamento per una decorazione di una parete o, più verosimilmente, di un mobile in legno, al posto delle più comuni tarsie in avorio. Il tema raffigurato è quello dell'iniziazione di Arianna ai misteri dionisiaci, tema attestato a Pompei anche in diversi affreschi. La scena è ambientata in uno spazio agreste: Arianna, al centro, indossa una lunga veste ed è semidistesa lungo il fianco sinistro su di un poggio. Pone la mano sinistra su una roccia, su cui è un cratere a calice, e con la destra tende un kantharos verso una Menade che le versa una bevanda liturgica (vino ?) da una oinochoe. Una capretta volge la testa verso Arianna, mentre, al di sopra di quest'ultima, un amorino tende un velo tra i rami di una vite e di un lauro. Dalla vite pendono una siringa a otto canne e un sacco da cui fuoriescono grappoli d'uva e un bastone nodoso. Alla sinistra della scena è un Sileno, barbato, con clamide svolazzante e capo cinto da una ghirlanda di foglie e pampini, in atto di avanzare, con la testa volta all'indietro e il braccio destro levato al di sopra di essa. Reca nella mano sinistra uno skyphos, mentre ai suoi piedi è una cista da cui emerge la testa di un serpente. Pannelli come questo in vetro cammeo sono estremamente rari, se non unici, probabilmente opera delle stesse botteghe in grado di produrre capolavori come il celebre "Vaso blu" (inv. 13521) del Museo Archeologico Nazionale di Napoli o il cd. "Vaso Portland" del British Museum. Venivano prodotti saldando insieme due lastre ottenute colando vetro fuso in matrici, dopo averle sovrapposte e introdotte nel forno. Successivamente si procedeva all'incisione della lastra superiore. Interessante notare, infine, che all'atto del ritrovamento presentava già tracce di usura e di restauro antico.
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| Codici | ||
| Ente competente: | Soprintendenza per i Beni Archeologici delle Province di Napoli e Caserta | |
| Oggetto | ||
| Definizione: | lastra | |
| Denominazione/Dedicazione: | lastra | |
| Classe e produzione: | arredi domestici | |
| Identificazione: | iniziazione di Arianna | |
| Localizzazione geografico-amministrativa | ||
| Stato*: | Italia | |
| regione: | CAMPANIA | |
| provincia: | Napoli | |
| comune: | Napoli | |
| Tipologia: | palazzo | |
| Denominazione: | Museo Archeologico Nazionale di Napoli | |
| Denominazione spazio viabilistico: | Piazza Museo, 19 - 80135 | |
| Denominazione raccolta: | Museo Archeologico Nazionale di Napoli | |
| Specifiche: | Primo piano, Sala LXXXVI, vetrina 2, n. 9 | |
| Dati patrimoniali | ||
| Numero*: | 153651 | |
| Data: | 1863 post | |
| Cronologia | ||
| Fascia cronologica di riferimento: | sec. I d.C. | |
| Da*: | 15 | |
| A*: | 54 | |
| Motivazione cronologica: | bibliografia | |
| Dati tecnici | ||
| Materia e tecnica: | vetro/ soffiatura/ a intaglio/ molatura | |
| Unità: | cm. | |
| Altezza: | 25.2 | |
| Lunghezza: | 39.4 | |
| Spessore: | 0.7 | |
| Dati analitici | ||
| Indicazioni sull'oggetto: | Pannello realizzato con la tecnica del vetro cammeo con figure in bianco che si stagliano su fondo blu. Doveva costituire ornamento per una decorazione di una parete o, più verosimilmente, di un mobile in legno. | |
| Indicazioni sul soggetto: | E' raffigurata l'iniziazione di Arianna ai misteri dionisiaci. La scena èambientata in uno spazio agreste. Arianna, al centro, indossa una lunga veste ed è semidistesa lungo il fianco sinistro su di un poggio; pone la mano sinistra su una roccia, su cui è un cratere a calice, e con la destra tende un kantharos verso una menade che le versa una bevanda liturgica (vino?) da una oinochoe. Una capretta volge la testa verso Arianna, mentre, aldi sopra di quest'ultima, un amorino tende un velo tra i rami di una vitee di un lauro. Dalla vite pendono una siringa a otto canne e un sacco da cui fuoriescono grappoli d'uva e un bastone nodoso. Alla sinistra della scena è un sileno, barbato, con clamide svolazzante e capo cinto da una ghirlanda di foglie e pampini, in atto di avanzare, con la testa volta all'indietro e il braccio destro levato al di sopra di essa; reca nella mano sinistra uno skyphos, mentre ai suoi piedi è una cista da cui emerge la testa di un serpente. | |
| Testo: | ||
| Conservazione | ||
| Stato di Conservazione: | mutilo | |
| Condizioni giuridica e vincoli | ||
| Indicazione generica: | proprietà Stato | |
| Indicazione specifica: | Ministero per i Beni e le Attività Culturali | |
| Fonti e documenti di riferimento | ||
| Bibliografia: |
Maiuri 1961, pp. 20-21, figg. 2-3; Glas der Caesaren 1988, pp. 70-73, n. 32b e bibl.; Vetri dei Cesari 1988, pp. 70-73, n. 32a e bibl.; Collezioni Museo 1989, I.1, pp. 226-227, n. 51; Pompei 1991-1992, II, p. 313; Museo archeologico 1994, p. 268; Ombre du Vésuve 1995, pp. 166-167, n. 56b; Unter dem Vulkan 1995, pp. 166-167, n. 56a; Barbet 1999, p. 113; Museo archeologico 1999, pp. 108, 110; Homo Faber 1999, p. 210, n. 276; Pompeii 1999, p. 210, n. 276; Pompeji 2000, p. 95, n. 276; De Caro 2001b, p. 19; Coarelli 2002, pp. 102-103; Ancient roman civilization 2003, pp. 155-157. |
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