Vai ai contenuti. | Spostati sulla navigazione

Vai su di un livello
Oggetto archeologico

Livia


Erma di Amazzone (4889)

L'erma, dai cui lati sporgono due barre di forma parallelepipeda, raffigura una donna dai tratti giovanili. I capelli, scriminati sulla fronte, sono pettinati in ciocche ondulate che formano un calotta compatta per poi raccogliersi dietro la nuca in uno chignon. Gli occhi, restaurati con pasta vitrea moderna, risultano alquanto atoni. La bocca dischiusa ha un taglio netto e duro. Anteriormente, lungo il bordo inferiore è presente una fascia liscia anepigrafe. L'opera fin dalla fine dell'Ottocento è stata considerata una replica dell'amazzone realizzata da Fidia verso il 435 a. C. per il santuario di Artemide ad Efeso in gara con Policleto, Prhadmon e Kresilas, anche se, a causa del modellato piuttosto piatto, molti studiosi, nel corso degli anni, hanno messo in dubbio tale attribuzione. Il rinvenimento nella villa Adriana di Tivoli di una nuova copia della testa di qualità superiore a quella ercolanese ha permesso di confermare che il pezzo proveniente dalla villa dei Papiri, pur presentando diverse modifiche (dimensione, rotazione ed inclinazione della testa), si rifà al medesimo modello. L'erma ornava uno dei quattro angoli del peristilio quadrato, ambiente, di un certo rilievo considerando che si trova al centro del complesso. Tale peristilio presentava un bacino centrale e, agli angoli, quattro fontanine a vasca circolare, dietro ognuna delle quali si ergeva, su un pilastrino di marmo, un busto bronzeo; altre sculture ornavano il portico meridionale e le estremità del bacino, che presenta una serie di nicchie semicircolari.

Ulteriori informazioni
Codici
  Ente competente: Soprintendenza per i Beni Archeologici delle Province di Napoli e Caserta
Oggetto
  Definizione: erma femminile
  Denominazione/Dedicazione: Livia
  Classe e produzione: STATUARIA
  Identificazione: Amazzone
  Titolo: Livia
Localizzazione geografico-amministrativa
  Stato*: Italia
  regione: CAMPANIA
  provincia: Napoli
  comune: Napoli
  Tipologia: palazzo
  Denominazione: Museo Archeologico Nazionale di Napoli
  Denominazione spazio viabilistico: Piazza Museo, 19 - 80135
  Denominazione raccolta: Museo Archeologico Nazionale di Napoli
  Specifiche: Primo piano, Sala CXVII
Altre localizzazioni geografico-amministrative (reperimento)
  Denominazione: Villa dei Papiri
  Denominazione spazio viabilistico: Via Mae
Dati patrimoniali
  Numero*: 4889
  Data: 1871 post
Modalità di reperimento
  Denominazione dello scavo*: Villa dei Papiri
  Data*: 1753/08/31
Cronologia
  Fascia cronologica di riferimento: sec. I a.C.
  Frazione cronologica: terzo quarto
  Da*: 49 a.C.
  A*: 25 a.C.
  Motivazione cronologica: contesto
Definizione culturale
  Denominazione: produzione campana (?)
  Motivazione dell'attribuzione: analisi stilistica
Rapporto
  Stadio opera*: derivazione parziale
  Opera finale/originale: statua
  Soggetto opera finale/originale: amazzone
  Autore opera finale/originale: Fidia
  Datazione opera finale/originale: 435 a.C.
Dati tecnici
  Materia e tecnica: bronzo/ fusione/ a incisione
  Unità: cm.
  Altezza: 53.7
Dati analitici
  Indicazioni sull'oggetto: Erma femminile avente nella parte anteriore, lungo il bordo inferiore, unafascia liscia anepigrafe; sui lati dell'erma sporgono due barre di formaparallelepipeda.
  Indicazioni sul soggetto: La testa, dai tratti giovanili, è volta a destra; i capelli, scriminati sulla fronte, sono pettinati in ciocche ondulate che formano come una calotta compatta, per poi raccogliersi dietro la nuca in uno chignon; la boccaè dischiusa.
  Testo:

Conservazione
  Stato di Conservazione: mutilo
Condizioni giuridica e vincoli
  Indicazione generica: proprietà Stato
  Indicazione specifica: Ministero per i Beni e le Attività Culturali
Fonti e documenti di riferimento
  Bibliografia:

Antichità di Ercolano 1767, tavv. 47-48; Comparetti - De Petra 1883, p. 261, n. 7, tav. VIII.1; Furtwängler 1893, fig. 40; Brunn - Brukmann 1888-1911, n. 337; Winter 1900, tav. 78, fig. 5; Guida Ruesch 1911, n. 856; Bulle 1922, p. 289; Lippold 1923, p. 247, nt. 8; Kluge - Lehmann Hartleben 1927, II, p. 88; Langlotz 1947, p. 61; Lippold 1950, p. 167, nt. 3, pp. 171-172; Becatti 1951b, pp. 185-198, tav. 89; Richter 1951, p. 13, fig. 2,1; Arias 1964, p. 132, n. 28, tavv. XIV-XV, n. 64; Lorenz 1965, p. 11, n. V.2, p. 52, tav. IV.4; Lorenz 1966, p. 11; Pandermalis 1971, p. 206, n. 52; Bianchi Bandinelli - Paribeni 1976, n. 461; Weber 1978; Boardmann 1985, fig. 194; Wojcik 1986, pp. 173-175, n. G2, tav. XCII; Hölscher 1987, p. 56; Neudecker 1988, p. 148, n. 14.2; Collezioni Museo 1989, I.2, p. 136, n. 196, fig. a p. 137; Maderna Lauter 1990, p. 373; Wohlmayr 1993, p. 290, fig. 4; Bonifacio 1997, p. 53; Bol 1998, p. 187, n. I.26,1, tavv. 47-49; Rolley 1999, pp. 34, 42; Muscettola 2000a, p. 18; Queyrel 2003, pp. 163-164: Mattusch 2005, pp. 278-282, figg. 5.191-5.192