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Home Visite tematiche nel Museo Magna Grecia Laminetta con iscrizione orfica (111625)
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Oggetto archeologico

lamina


Laminetta con iscrizione orfica (111625)

La laminetta appartiene ad un gruppo di tre, rinvenute all'interno di una tomba pertinente a Thurii, e conservate al Museo di Napoli insieme a due esemplari da un'altra sepoltura. La diffusione di tali oggetti è molto ampia, sia dal punto di vista cronologico che da quello territoriale: se ne sono rinvenuti in Tessaglia, a Creta e perfino a Roma, oltre che in Magna Grecia, e la loro datazione copre un intervallo di sette secoli, dal V secolo avanti al II secolo dopo Cristo, ad attestare la presenza ampia e durevole dei riti orfici. Il testo delle laminette contiene le formule necessarie all'anima del defunto per raggiunere le sedi della beatitudine eterna, evitando l'altrimenti necessario ciclo delle reincarnazioni. Lo studio dei testi ha evidenziato da una parte l'esistenza di prototipi comuni, dall'altra l'opportunità di suddividere i materiali in due distinte categorie, a seconda della struttura formale e della presenza o meno di un'invocazione a Mnemosyne. L'utilizzo dell'oro si spiega con la straordinaria capacità attribuita a questo metallo di contrastare il male, oltre che con le sue virtù di purezza e nobiltà. Generalmente le laminette erano deposte, aperte, accanto alla mano destra del defunto, oppure, arrotolate, sulla lingua. Delle cinque rinvenute a Thurii solo una, dalla tomba grande, contiene le indicazioni per raggiungere l'oltretomba; questa invece, come le rimanenti, presenta l'anima già davanti a Persefone, alla quale dovrà dimostrare di essere iniziata ai misteri orfici pronunciando la formula 'sono puro tra i puri'. Rivolgendosi a tutti gli dei, fra i quali sono specificamente riconoscibili Ade, indicato col nome di Eukles, e Dioniso, chiamato Eubuleus, l'anima recita la formula, esordendo proprio con l'affermazione 'vengo di tra i puri'; racconta poi di essere sfuggita al 'doloroso ciclo grave d'affanni', essendo velocemente ascesa sino a raggiungere il grembo di Persefone, e di avere ricevuto, con l'iniziazione ai culti, il dono dell'immortalità; termina infine con la consueta locuzione 'capretto mi lanciai verso il latte'.

Ulteriori documenti
tipo: Contenuto non disponibile
Ulteriori informazioni
Codici
  Ente competente: Soprintendenza per i Beni Archeologici delle Province di Napoli e Caserta
Oggetto
  Definizione: lamina
  Denominazione/Dedicazione: lamina
  Classe e produzione: epigrafi
Localizzazione geografico-amministrativa
  Stato*: Italia
  regione: CAMPANIA
  provincia: Napoli
  comune: Napoli
  Tipologia: palazzo
  Denominazione: Museo Archeologico Nazionale di Napoli
  Denominazione spazio viabilistico: Piazza Museo, 19 - 80135
  Denominazione raccolta: Museo Archeologico Nazionale di Napoli
  Specifiche: Piano sotterraneo, Sala CL, vetrina s.n.
Dati patrimoniali
  Numero*: 111625
  Data: 1863 post
Cronologia
  Fascia cronologica di riferimento: sec. IV a.C.
  Da*: 399 a.C.
  A*: 300 a.C.
  Motivazione cronologica: bibliografia
Dati tecnici
  Materia e tecnica: oro/ a sbalzo/ laminatura
  Unità: cm.
  Altezza: 3.6
  Larghezza: 5.1
  Lunghezza: 5.1
Dati analitici
  Indicazioni sull'oggetto: Laminetta aurea con iscrizione orfica contente le formule necessarie all'anima del defunto per raggiunere le sedi della beatitudine eterna.
  Lingua: greco antico
  Testo:

Erchomai ek katharon, kothara chtonion, ba/ sileia eukles eubouleus te kai a/ thanatoi theoi alloi: kai gar egon/ umon genos olbion euchomai/ eimen "Vengo di tra i puri, o pura regina degli Inferi, Euklès, Eubuléus e altri numi immortali: ché dichiaro di appartenere anch'io alla vostra stirpe beata. Mi assoggettò il Destino e il folgorante Saettatore sidereo. Volai via dal doloroso ciclo grave d'affanni e ascesi alla desiderata corona con i piedi veloci; mi immersi nel grembo della Signora regina degli Inferi, discesi dalla desiderata corona con piedi veloci. O felice e beatissimo, dio sarai anziché mortale. Capretto mi lanciai verso il latte".

  Trascrizione: Erchomai ek katharon, kothara chtonion, ba/ sileia eukles eubouleus te kaia/ thanatoi theoi alloi: kai gar egon/ umon genos olbion euchomai/ eimen
Conservazione
  Stato di Conservazione: intero
Condizioni giuridica e vincoli
  Indicazione generica: proprietà Stato
  Indicazione specifica: Ministero per i Beni e le Attività Culturali
Fonti e documenti di riferimento
  Bibliografia:

Comparetti 1910, pp 16-18; Museo archeologico 1994, pp. 352-353; Greci in Occidente 1996, p. 708, n. 210; Museo archeologico 1999, p. 18; Collezione epigrafica 2000, pp. 14-15; Pugliese Carratelli 2001, p. 102, II B1.

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