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Magna Grecia

La Magna Grecia nelle collezioni del Museo

Il concetto di Magna GreciaFin dall’antichità il termine Magna Grecia indicava quei territori dell’Italia meridionale che erano state colonizzati da popolazioni greche già dalla metà dell’VIII sec. a.C. Il nome non è comunque legato solo alla definizione di un territorio, ma racchiude una fase della civiltà antica sorta dall’incontro delle genti indigene con i Greci, che con la fondazione di colonie, si erano fatti portatori della loro civiltà. Da questo contatto si sviluppò una civiltà che portò ad una splendida fioritura economica ed artistica i luoghi colonizzati. La riscoperta del concetto di Magna Grecia si deve al fiammingo H. Goltz, che nel 1576 scrisse un trattato numismatico-storico di Sicilia e Magna Grecia, seguito poi da un’ampia produzione di opere di topografia storica, tendenti, in particolare, a rintracciare i luoghi stessi di molte città antiche, spesso perduti tra paludi e zone malariche. Tuttavia, è con il regno di Carlo III che le nuove scoperte acquistano una rinomata importanza, sia per l’interesse del re a fondare in un passato illustre le radici del nuovo Regno, sia per la rapida diffusione delle notizie nell’Europa colta, attraverso la presenza nel Regno dei numerosi viaggiatori del Grand Tour. Indicativa del vivace clima culturale è la pubblicazione del canonico Alessio Simmaco Mazzocchi delle tavole di Eraclea che conteneva una trattazione generale sulla Magna Grecia. Allo stesso clima va collegata la riscoperta dei templi di Paestum segnalati dai militari borbonici che costruivano la nuova strada per le Calabrie. La fama della città antica si diffuse rapidamente attraverso la pubblicazione dei disegni e delle prime descrizioni (Paoli, Saint-Non, Piranesi), le quali contribuirono inoltre ad aprire all’Europa del Gran Tour il mondo degli altri templi della Magna Grecia e della Sicilia.La colonizzazione La colonizzazione non dovette compiersi in modo pacifico, sebbene la tradizione parli spesso di buoni rapporti tra indigeni e coloni, anzi le lotte tra i coloni e le popolazioni locali dovettero essere assai dure, inoltre il processo si sviluppò in un lungo periodo di circa due secoli, dalla metà dell’VIII sec. a.C.Cuma è la più antica delle colonie sulle coste della Campania, fondata da coloni di Calcide dell’isola di Eubea, ai quali si deve anche la fondazione, dopo il 740 a.C. delle colonie sullo stretto, Reggio Calabria e Zancle (Messina), che dovevano assicurare il controllo del commercio euboico lungo il Tirreno. Verso la fine dell’VIII sec. a.C. cominciò la colonizzazione della costa ionica. Sibari, Crotone, e Caulonia furono fondate ad opera di coloni peloponnesi, mentre gli Spartani fondarono Taranto intorno al 706 a.C. ed i Locresi Locri Epizefiri. I Sibariti fondarono Metaponto verso la fine del VII sec. a.C. e Poseidonia - Paestum agli inizi del VI a.C., mentre Elea (Velia) venne fondata dopo la metà del secolo.Tra la fine del VI inizi del V sec. a.C., secondo recenti rinvenimenti, sembra datarsi la fondazione di Neapolis da parte dei Cumani, mentre nel V sec. a.C. viene fondata Thurii, voluta da Atene sul sito di Sibari, che era stata distrutta alla fine del VI sec. a.C.Nel corso del III sec. a.C., le città della Magna Grecia vennero definitivamente sottomesse dai Romani, tuttavia esse esercitarono un’influenza decisiva sulla città egemone. La cultura in Magna GreciaNella loro storia le colonie, allentando presto i legami con la madrepatria, raggiunsero una propria indipendenza sia economica che culturale, e diedero vita a manifestazioni raffinate nei diversi campi dell’arte, della filosofia, della medicina, della matematica, e delle scienze. Si pensi a filosofi e matematici come Pitagora, la cui figura era legata alle città di Locri e Metaponto, o Parmenide, il più illustre rappresentante della scuola filosofica di Elea. La Magna Grecia, con i suoi grandi fenomeni culturali, come la scuola medica di Crotone, la scuola filosofica di Elea, il pitagorismo e l’orfismo, ebbe un ruolo fondamentale nel complesso processo di ellenizzazione di Roma e dopo la conquista, la cultura magno - greca, entrando con ancora maggior forza, determinò profondi e significativi mutamenti. Ben evidente appare, con gli splendidi templi di Paestum, il grado di raffinatezza raggiunto dall’architettura locale. Gli straordinari vasi rinvenuti a Taranto e Reggio, che furono i principali centri di produzione dell’arte della lavorazione dei metalli, sono la testimonianza della ricca fantasia dei toreuti greco - occidentali.Ancora un aspetto particolarmente importante fu quello della produzione vascolare con la nascita di numerose fabbriche di ceramiche dipinte, attive tra il V ed il III sec. a.C.. che, pur richiamandosi alla ceramica greca, crearono caratteri diversi nelle varie regioni. Grande sviluppo ebbe anche l’oreficeria, Taranto, in particolare, si distinse nella produzione di gioielli di raffinata esecuzione e di ampia varietà tipologica, nonché per l’utilizzo di una straordinaria ricchezza di soluzioni tecniche e stilistiche. E straordinaria fu pure la produzione numismatica: le monete coniate nell’Italia meridionale sono ritenute tra le più belle dell’antichità.

Ulteriori informazioni
Dati tematisma
Bibliografia:

Greci in Occidente 1996; Greci in Occidente MANN 1996; Museo Archeologico 1999; Borriello - Rubino 2003.