Oggetto archeologico
opera parietale
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Il plastico di Pompei rappresenta, in scala 1:100, l'aspetto della città vesuviana nella sua completezza di strutture e decorazioni sino al secondo dopoguerra, costituendo, per alcuni versi, l'unica documentazione esistente per la definizione di alcune zone danneggiate dal trascorrere degli anni, o scomparse in conseguenza ad eventi bellici. Nella riproduzione mancano solo l'anfiteatro, l'insula occidentalis e l'insula 2 della regio VIII, oltre, naturalmente alle evidenze venute alla luce durante gli scavi effettuati nel corso degli ultimi decenni. Il grande modello venne progettato su iniziativa di Giuseppe Fiorelli, ispettore degli scavi di Pompei dal 1861 e curatore del Museo dal 1863 al 1875, mentre la realizzazione venne affidata a Felice Padiglione, figlio di Domenico Padiglione, autore di numerosi altri modelli in sughero, come i templi di Paestum o il macellum di Pozzuoli. I lavori si svolsero con regolarità dal 1861 fino al 1879, subendo una battuta d'arresto solo alla fine del secolo. La ripresa dell'opera avvenne nel 1908 efu affidata a Nicola Roncicchi, già autore del plastico della Villa della Pisanella di Boscoreale. Da questo momento la storia del plastico è costituita da continui spostamenti tra Napoli e Pompei, nel tentativo di rappresentare tutto quanto veniva alla luce in quegli anni e, in seguito, nella scomposizione delle sue parti per proteggerlo dagli eventi bellici, fino alla definitiva collocazione nel Museo nel 1950. Il piano di base risulta costituito da compensato, tutto l'alzato è in sughero, lavorato con un pirografo per rendere alla perfezione le varie tecniche edilizie, mentre gli elementi architettonici in marmo o calcare sono riprodotti in stucco o gesso, talvolta con inserti di osso. Gli affreschi e i pavimenti, simili in ogni minimo dettaglio, sono realizzati con due tecniche distinte: nella prima, l'utilizzo di colori a tempera su un sottile strato di stucco bianco a base di stagno ha permesso una conservazione quasi inalterata dei vari particolari; nella seconda, la scelta di colori ad acquerello su un fondo di carta, ha risentito maggiormente dell'usura degli anni. I pavimenti, infine, sono realizzati in carta meno porosa ed incisa in caso della presenza di mosaici, mentre le volte e i soffitti con gli stucchi e i dipinti non sono incollati alle pareti, così da offrire la possibilità di sollevarli e osservarli.
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Ulteriori documenti
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tipo: Contenuto non disponibile
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Codici
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Ente competente:
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Soprintendenza per i Beni Archeologici delle Province di Napoli e Caserta
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Oggetto
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Definizione:
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opera parietale
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Denominazione/Dedicazione:
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opera parietale
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Classe e produzione:
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PITTURA
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Identificazione:
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cobra e icneumone
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Localizzazione geografico-amministrativa
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Stato*:
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Italia
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regione:
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CAMPANIA
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provincia:
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Napoli
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comune:
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Napoli
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Tipologia:
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palazzo
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Denominazione:
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Museo Archeologico Nazionale di Napoli
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Denominazione spazio viabilistico:
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Piazza Museo, 19 - 80135
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Denominazione raccolta:
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Museo Archeologico Nazionale di Napoli
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Specifiche:
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Primo piano, Sala XCVI
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Altre localizzazioni geografico-amministrative (reperimento)
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Stato*:
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Italia
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regione:
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CAMPANIA
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provincia:
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Napoli
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comune:
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Pompei
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Denominazione:
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VIII 7 28 (DI ISIDE)
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Complesso monumentale di appartenenza:
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Pompei Scavi
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Dati patrimoniali
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Numero*:
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s.n. 3
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Modalità di reperimento
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Denominazione dello scavo*:
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Tempio di Iside
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Data*:
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1765/05/02
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Cronologia
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Fascia cronologica di riferimento:
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sec. I d.C.
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Frazione cronologica:
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seconda metà
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Da*:
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62 d.C.
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A*:
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79 d.C.
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Motivazione cronologica:
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bibliografia
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Definizione culturale
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Nome scelto:
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Felice Padiglione; Nicola Roncicchi
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Dati tecnici
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Materia e tecnica:
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intonaco/ a fresco
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Unità:
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cm.
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Altezza:
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44.5
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Larghezza:
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81
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Lunghezza:
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500
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Dati analitici
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Indicazioni sull'oggetto:
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Frammento relativo allo zoccolo della parete.
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Indicazioni sul soggetto:
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Su fondo rosso scuro cobra affrontato da un icneumone, posto su di una foglia di nannufero attorto in girali.
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Conservazione
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Stato di Conservazione:
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intero
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Condizioni giuridica e vincoli
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Indicazione generica:
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proprietà Stato
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Indicazione specifica:
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Ministero per i Beni e le Attività Culturali
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Fonti e documenti di riferimento
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Bibliografia:
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Guida Ruesch 1911, n. 1722; Sampaolo 1993; Museo archeologico 1994, p. 105; Museo archeologico 1999, p. 133.
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Ulteriori documenti
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tipo: Contenuto non disponibile
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