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Oggetto archeologico
statuetta equestre |
Statuetta di Alessandro a cavallo (4996)
La statuetta raffigura Alessandro a cavallo di Bucefalo, in atto di colpire di fendente con la spada. Il busto è girato di tre quarti verso destra, con il braccio destro sollevato ad impugnare la spada (di cui resta solo l'elsa), il sinistro abbassato a tenere le redini, probabilmente un tempo in lamina di bronzo. Alessandro indossa l'abbigliamento tipico della cavalleria macedone, con chitone, corazza a corsetto rigido in cuoio rinforzato da placche metalliche sull'esterno, cintura, clamide tenuta da una fibbia sulla spalla destra, fodero vuoto della spada tenuto dal balteo sul fianco sinistro, diadema sul capo scoperto con capigliatura mossa e fluente che qualifica la figura come re, sandali intrecciati ai piedi. Il cavallo è raffigurato in atto di impennarsi sulle zampe anteriori, cosicché il peso del cavaliere grava interamente sui quarti posteriori dell'animale. Sul dorso è collocata una pelle ferina tagliata in forme regolari a mò di gualdrappa, tenuta da un sottopancia e dal pettorale con due placchette quadrangolari decorate da un busto elmato con braccia divergenti. Moderno è il sostegno a forma di timone sul ventre del cavallo, mentre sono andati perduti gli inserti in materiali diversi che dovevano arricchire gli occhi di Alessandro e del destriero.Il personaggio, identificato come Alessandro Magno sin dal momento del rinvenimento, avvenuto insieme ad una statuetta di cavallo in bronzo pure conservata nel Museo Archeologico Nazionale di Napoli (inv. 4894), e considerato copia della statua del sovrano inserita nel monumentale gruppo equestre di Lisippo celebrante i cavalieri caduti durante la battaglia del fiume Granico (maggio del 334 a.C.) combattendo agli ordini di Alessandro; in altri casi, il bronzetto è stato ritenuto immagine di uno dei compagni del re macedone commemorati nello stesso gruppo o, addirittura, una raffigurazione di Achille. Quando il pretore Quinto Cecilio Metello ridusse a provincia romana il regno di Macedonia nel 148 a.C., il gruppo di statue lisippee del Granico fu portato a Roma per adornare il nuovo portico eretto dal vincitore, per poi passare ad arricchire il portico di Ottavia. Unico superstite del gruppo verosimilmente è il cavallo in bronzo rinvenuto a Roma in Trastevere, ed oggi al Palazzo dei Conservatori. Da aggiungere che la mancanza dell’elmo nel bronzetto potrebbe essere forse messa in relazione con l’episodio nel quale Alessandro lo perse in seguito ad un colpo inferto dal satrapo Spitridate, e che il sostegno potrebbe essere un riferimento al fiume Granico, realizzato sulla base di tracce visibili al momento del rinvenimento. Tale elemento fu inserito probabilmente nel bronzetto per rendere riconoscibile l’opera, pur non essendo presente nell’originale di Lisippo. I compagni di Alessandro, armati con lancia o spada, pare, infine, che indossassero un abbigliamento simile a quello del proprio condottiero, con clamide, corazza, sandali ed elmo beota, tipico della cavalleria macedone.
| Ulteriori documenti | ||||
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| Codici | ||||
| Ente competente: | Soprintendenza per i Beni Archeologici delle Province di Napoli e Caserta | |||
| Oggetto | ||||
| Definizione: | statuetta equestre | |||
| Denominazione/Dedicazione: | statuetta equestre | |||
| Classe e produzione: | STATUARIA MINIATURISTICA | |||
| Identificazione: | Alessandro a cavallo di Bucefalo | |||
| Localizzazione geografico-amministrativa | ||||
| Stato*: | Italia | |||
| regione: | CAMPANIA | |||
| provincia: | Napoli | |||
| comune: | Napoli | |||
| Tipologia: | palazzo | |||
| Denominazione: | Museo Archeologico Nazionale di Napoli | |||
| Denominazione spazio viabilistico: | Piazza Museo, 19 - 80135 | |||
| Denominazione raccolta: | Museo Archeologico Nazionale di Napoli | |||
| Specifiche: | Primo piano, Sala LXXXIX, vetrina 10, n. 1 | |||
| Dati patrimoniali | ||||
| Numero*: | 4996 | |||
| Data: | 1863 post | |||
| Cronologia | ||||
| Fascia cronologica di riferimento: | sec. I a.C. | |||
| Frazione cronologica: | seconda metà | |||
| Da*: | 49 a.C. | |||
| A*: | 1 a.C. | |||
| Motivazione cronologica: | bibliografia | |||
| Rapporto | ||||
| Stadio opera*: | derivazione | |||
| Opera finale/originale: | statua equestre | |||
| Soggetto opera finale/originale: | Alessandro a cavallo di Bucefalo | |||
| Autore opera finale/originale: | Lisippo | |||
| Datazione opera finale/originale: | 320-300 a.C. | |||
| Dati tecnici | ||||
| Materia e tecnica: | bronzo/ fusione/ cesellatura | |||
| Unità: | cm. | |||
| Altezza: | 48.5 | |||
| Lunghezza: | 47 | |||
| Dati analitici | ||||
| Indicazioni sull'oggetto: | Statuetta equestre; sostegno moderno. | |||
| Indicazioni sul soggetto: | Alessandro a cavallo di Bucefalo, in atto di colpire di fendente con la spada. Il busto è girato di tre quarti verso destra, con il braccio destro sollevato ad impugnare la spada, il sinistro abbassato a tenere le redini.Alessandro indossa un chitone, corazza a corsetto rigido in cuoio rinforzato da placche metalliche sull'esterno, cintura, clamide tenuta da una fibbia sulla spalla destra, fodero vuoto della spada tenuto dal balteo sul fianco sinistro, diadema sul capo scoperto con capigliatura mossa e fluente che qualifica la figura come re, sandali intrecciati ai piedi. Il cavallo èin atto di impennarsi sulle zampe anteriori; sul dorso è collocata una pelle ferina tagliata in forme regolari a mò di gualdrappa, tenuta da un sottopancia e dal pettorale con due placchette. Sostegno a forma di timone sul ventre del cavallo. | |||
| Testo: | ||||
| Conservazione | ||||
| Stato di Conservazione: | mutilo | |||
| Condizioni giuridica e vincoli | ||||
| Indicazione generica: | proprietà Stato | |||
| Indicazione specifica: | Ministero per i Beni e le Attività Culturali | |||
| Fonti e documenti di riferimento | ||||
| Bibliografia: |
Antichità di Ercolano 1771, pp. 235-238, tavv. LXI-LXII; Monaco 1884, p. 17, The large bronzes, n. 87; Guida Ruesch 1911, n. 1487; Spinazzola 1928, p. XXXV, n. 246; de Franciscis 1963, p. 65, tav. III; Bieber 1964, pp. 35-36, figg. 19-21; Schwarzemberg 1975a; Schwarzemberg 1975b; Scatozza Höricht 1982, pp. 508-510, n. 6, fig. 3; Moreno 1987b, pp. 80-81, fig. 35; Smith 1988, p. 153, n. 2, tav. 70.1; Calcani 1989, figg. 6, 8, 67; Collezioni Museo 1989, I,2, pp. 140-141, n. 216; Ridgway 1991; Calcani 1993, figg. 1-3, 8; Museo archeologico 1994, p. 218; Moreno 1994, I, pp. 120, 149, 155, fig. 127; Alessandro Magno 1995, pp. 234-235, n. 27 e bibl.; Lisippo 1995, pp. 152-154, n. 4.18.2 e bibl.; Museo archeologico 1999, p. 112; De Caro 2001b, p. 94; Guidobaldi - Pesando - Varone 2002, p. 237;Alexander the Great 2004, pp. 24-25, n. 4 e bibl. |
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| Ulteriori documenti | ||||
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