Vai ai contenuti. | Spostati sulla navigazione

Home Percorsi di visita nel Museo Oggetti di uso quotidiano in bronzo
Vai su di un livello
Collezione

Oggetti di uso quotidiano in bronzo

Selezione di oggetti di bronzo connessi al vivere quotidiano, provenienti dall'area vesuviana. Tali oggetti, oltre a testimoniare l'importanza di questa lega metallica durante il I sec. d.C., forniscono uno spaccato di vita romana permettendoci, inoltre, di cogliere il livello di specializzazione raggiunto all'epoca in determinate arti e tecniche.

Storia e formazione: la sezione nasce sull'onda del successo ottenuto da una serie di mostre, in particolare Homo Faber e Storie da un'eruzione, nelle quali, partendo da angolazioni diverse, si è focalizzata l'attenzione sui materiali che consentono di ripercorrere brani della vita degli abitanti delle cittadine vesuviane. Il Museo Archeologico Nazionale di Napoli conserva, di certo, la collezione più ricca e varia di oggetti d'uso connessi al vivere quotidiano, permettendo al visitatore di ricostruire mentalmente l'arredo e le suppellettili delle case antiche. La singolarità di tale collezione deriva dall'aver acquisito questo tipo di materiali in seguito agli scavi comdotti, a partire dal 1738 sotto la dinastia bornonica, in un'area geografica in cui l'evento eruttivo del 79 d.C. non solo interruppe bruscamente la vita ma la sigillò per secoli sotto metri di materiale piroclastico. Sebbene il principale scopo delle ricerche condotte dai Borboni fosse il rinvenimento di pezzi artistici, l'enorme messe di materiai archeologici messi in luce finì per costituire il nucleo fondamentale del Museo Ercolanese, ospitato nella Reggia di Portici, influenzandone profondamente i criteri di allestimento: ad esempio, in una delle sale del museo era stata ricostruita una cucina pompeiana con tutte le sue suppellettili. Purtroppo questa iniziale attenzione, tutta settecentesca, per ogni aspetto della vita antica, cedette il passo, nel corso dell'Ottocento, al prevalere di interessi storico-artistici, che portarono a relegare nei depositi gli oggetti che non rientravano nelle cosiddette arti maggiori. Solo negli ultimi anni si è intrapreso uno studio ed una catalogazione sistematica dei reperti d'area vesuviana relativi all'instrumentum domesticum ed all'artigianato artistico, tanto più importanti se consideriamo che, nonostante decenni di scavi svolti in altri siti, l'inseme delle informazioni fornite dai siti vesuviani resta assolutamente eccezionale.PercorsoI reperti sono stati associati in base alla loro destinazione d'uso, in modo da evidenziare come, attraverso il bronzo, si ottemperasse alle più diverse esigenze della vita quotidiana, dall'illuminazione delle abitazioni alla cura dei malati.

Percorso: il percorso di visita si apre con il tema della musica esemplificato attraverso diversi strumenti musicali (vetr. 1), con particolare riguardo per quelli, quali sistri e cembali, legati ai culti orientali, come quelli dea Cibele, di Iside, ormai ampiamente diffusi in tutto il mondo romano. Il sacro ritorna nelle vetrine 2 e 3 dove troviamo numerose statuine di divinità, che nelle case romane erano esposte nei larari. Le immagini sacre presenti (accanto a figure tipiche del pantheon romano vi sono divinità egizie ed orientali) esprimono bene il risultato di quel processo di trasformazione voluto da Augusto per dare uniformità e stabilità al panorama religioso del I sec. d.C. Un discreto spazio (vetr. 4 e 5), nei limiti concessi dalla sala, è stato riservato agli strumenti di illuminazione: oltre a lucerne di varie forme e dimensioni, alcune dalle fogge particolarmente curiose, sono esposte due lanterne un tempo schermate da lastre di corno ora perdute. Si è cercato, inoltre, di fornire un'idea di quello che era il mobilio di una casa pompeiana raccogliendo (vetr. 7) alcuni degli elementi in bronzo (borchie, maniglie, pezzi terminali di letti, appliques, ecc.) che, in origine, rivestivano e completavano i mobili che, nella quasi totalità dei casi, erano realizzati in legno. Per quel che concerne gli attrezzi legati a particolari arti o tecniche sono esposti sia (vetr. 8) alcuni strumenti medici e chirurgici sia (vetr. 9) numerosi strumenti di misura: dalle bilance per pesare solidi e liquidi, ai compassi ed ai regoli per misurare lo spazio, alle paline ed ai pesi a piombo impiegati nel campo dell'agrimensura e dell'edilizia. L'importante funzione svolta dalla scultura in bronzo di imitazione greca nell'architettura privata d'area vesuviana ha indotto ad esporre, al centro della sala, la statuetta di Alessandro a cavallo eco, in scala ridotta, del gruppo scultoreo raffigurante la turma dei cavalieri caduti nella battaglia del fiume Granico, realizzato da Lisippo e divenuto celebre dopo la conquista della Macedonia da parte di Q. Cecilio Metello. Alla predetta opera è affiancata una statuetta di cavallo, forse derivata dallo stesso gruppo, ed una di Amazzone a cavallo, entrambe provenienti, come già l'Alessandro, da Ercolano.

Ulteriori informazioni
Dati collezione
Bibliografia:

Collezioni Museo 1989, pp. 77-83; Museo Archeologico 1994, pp. 201-203; Homo Faber 1999, pp. 104-107, 226-230, 281-290; D'Ambrosio - De Caro - Guzzo 2003; Eureka 2005, pp. 154-160, 211-214, 217-222.

Collocazione: Primo piano, sala LXXXIX