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Home Percorsi di visita nel Museo Preistoria e Protostoria
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Collezione

Preistoria e Protostoria

L'allestimento, inaugurato nel 1995, è articolato in senso sia topografico che cronologico a documentare i vari siti in Campania dal Paleolitico all'età del Ferro.

Storia e formazione: il nucleo originario della collezione si forma sulla fine dell’Ottocento, grazie ai rinvenimenti effettuati da Giovanni Patroni tra il 1857 ed il 1900 nelle Grotte di Pertosa e dello Zachito ed a Murgia Timone, presso Matera. Tra il 1901 ed il 1904 il Museo si arricchisce dei materiali provenienti dalla necropoli pre-ellenica di Cuma (scavi Osta e collezione Stevens) e da quelle protostoriche della Valle del Sarno (scavi Dall’Osso e collezione Serafini). Un nuovo impulso all’allargamento delle collezioni si ebbe con gli scavi di Ugo Rellini nella Grotta delle Felci di Capri (1921-1922), con i recuperi presso la contrada La Starza di Ariano Irpino (1925-1938), e con la scoperta della necropoli di Madonna delle Grazie a Mirabella Eclano (1926-1930). Tra il 1943 ed il 1944 vennero rinvenuti un’importante quantità di vasi eneolitici in località Gaudo di Paestum, mentre nel 1949 il Museo ricevette in dono circa settemila reperti dal barone Marcello Spinelli, riportati alla luce dalla necropoli di Suessula. Nel 1950 furono scoperte due tombe nel rione Materdei di Napoli e, contemporaneamente, si decise un nuovo allestimento della collezione. Negli anni successivi (1970-1980) un notevole incremento venne dato dai numerosi ritrovamenti di Werner Johannowsky a Capua, dagli scavi di Calatia nonché, più recentemente, sull’isolotto di Vivara, nell’abitato di Licola e nella necropoli di Piano di Sorrento.

Percorso: il percorso museale dell’attuale allestimento (1995), collocato al primo piano del Museo, parte dalla sala CXXVII e si estende, da un lato, in senso orizzontale, illustrando la successione delle più antiche civiltà del golfo di Napoli e del suo immediato retroterra, dall’altro in direzione verticale, attraverso una scala posta al centro della sala CXXVII, in modo da intraprendere un percorso a ritroso dalla età del Bronzo Medio e Recente all’Eneolitico, al Neolitico, al Mesolitico fino al Paleolitico.
Dalla sala CXXVII si può dunque iniziare la visita dal materiale più antico proveniente dal golfo di Napoli, quello rinvenuto nel 1906 presso l’Hotel Quisisana di Capri, databile al Paleolitico inferiore Acheleuano (700.000-350.000 anni fa). Ancora da Capri provengono le più importanti testimonianze del Neolitico Medio del golfo napoletano, in particolare i materiali della Grotta delle Felci (5.000 anni fa). L’Eneolitico è rappresentato soprattutto dai reperti delle necropoli della cultura del Gaudo dalla località Trinità di Piano di Sorrento e dal rione Materdei di Napoli. Sono inoltre esposti oggetti eneolitici da Licola, Montagna Spaccata di Quarto e Monte Sant’Angelo, mentre la documentazione della Media Età del Bronzo (XVI-XIV sec. a.C.) proviene dall’isolotto di Vivara. Si passa poi ai reperti della prima Età del Ferro (900-750 a.C.) da Capua: accanto alla ceramica di impasto (si noti soprattutto la celebre Coppa del “Signore dei cavalli” del 745-725 a.C.) appaiono i primi vasi greci ed una serie di amuleti egittizzanti portati da mercanti greci ed orientali che frequentavano in questo periodo le rotte tirreniche. Coeva a questo periodo è parte della Collezione Spinelli, ricca di ceramica italo - geometrica e di bronzi.
Attraverso la scala posta al centro, si accede alla sala CXLV, dove sono esposti materiali della media età del Bronzo (Proto-appenninico B ed Appenninico), in particolare dalla località La Starza di Ariano Irpino (AV) e dalla Grotta dello Zachito presso Caggiano (SA), con reperti dal Bronzo Medio all’Enotrio sub-geometrico (VI sec. a.C.). Sono poi illustrati i materiali dalla grotta di Polla (SA), databili fino al tardo Eneolitico, mentre oggetti neolitici provengono dall’area del villaggio di Murgia Timone (MT).
La vicina sala CXLVI è interamente dedicata alla Grotta di Pertosa (SA), con evidenze soprattutto del Proto-appenninico B, dell’Appenninico e Sub-appenninico, esposte secondo criteri tipologici.
Continuando a risalire nel tempo, si giunge alla sala CXLVIII, dove sono custoditi reperti del Paleolitico Inferiore Acheleuano, da Marina di Camerota (SA) e del Paleolitico Medio dal riparo Molaro di Scario (SA). Seguono poi i materiali del Paleolitico Medio e Superiore della Grotta di Castelcivita e della Grotta della Cala, quelli eneolitici (2500-1800 a.C.) provenienti dalla necropoli in località Gaudo, presso Paestum, e quelli coevi da Mirabella Eclano (AV). Il Neolitico (dal 3000 a.C. circa) è ampiamente illustrato sia in pannelli esplicativi, sia attraverso i reperti della Starza di Ariano Irpino (AV).
Il Bronzo Antico (1800 - 1600 a.C.) è poi documentato dal villaggio di Palma Campania, mentre, nella attigua sala CXLIX, è presentato un corredo di una tomba della necropoli del Gaudo di Pontecagnano (SA), con la ricostruzione della tipica sepoltura con pozzo e cella.
Ritornando alla sala di partenza (CXXV), si passa alla sala CXXVI, dove continua l’esposizione riguardante l’età del Ferro nel golfo di Napoli e nel suo entroterra, con la Tomba 201 di Calatia, con i materiali dalla Valle del Sarno e, soprattutto, con quelli relativa alla fase pre-ellenica di Cuma, tra i quali spiccano due skyphoi a chevrons di importazione attica del Medio Geometrico II, databili al 780 a.C. circa.

Ulteriori informazioni
Dati collezione
Bibliografia:

Museo Archeologico 1994; Museo Archeologico 1999; Collezione preistorica 2000.

Collocazione: Primo piano, sale CXXVI-CXXVIII; secondo piano, sale CXLV-CXLIX