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Oggetto archeologico
opera parietale |
Affresco raffigurante arrivo di Io a Canopo (9558)
L'affresco, in IV stile, raffigura l'arrivo di Io a Canopo in Egitto. La fanciulla, sulla sinistra, figlia del re di Argo, Inaco, dalla carnagione chiara, con un manto fluente color violetto dietro le spalle, e ancora con le piccole corna sulla fronte a ricordare la sua trasformazione in giovenca voluta da Zeus per evitare la persecuzione di Hera, dopo un lungo peregrinare, giunge con un Tritone (secondo altri, la personificazione del fiume Nilo) dalla barba fluente sulle coste della località egizia. Qui, ad accoglierla, è la dea Iside, che, seduta su un trono, con un'acconciatura dei capelli a boccoli tipica delle principesse alessandrine e libiche, e un cobra che si attorciglia al braccio nella mano sinistra, poggia i piedi su un coccodrillo, mentre offre benevolmente la sua mano destra ad Io. Alla sua destra vi è una figura di Arpocrate, seduto, con l'indice della mano destra alla bocca, accanto al quale vi è una piccola base con sopra una situla d'argento. Alle spalle di Iside vi sono, poi, due sacerdoti: un maschio, con sakkos sulla testa, manto che lascia scoperta la spalla destra, sistro nella mano destra e caduceo dorato nella sinistra, da cui pende una piccola situla, e una femmina, con veste bianca, con un lungo scettro nella sinistra, nell'atto di reggere nella mano destra un sistro. Una statua di sfinge su alta base collocata sulla sinistra e un altare a corni sul fondo indicano che la scena si svolge nei pressi di un santuario. L'affresco, a soggetto piuttosto raro, presente a Pompei solo in un altro esemplare dalla Casa del Duca di Aumale (VI, 7, 21), deriva certamente da un prototipo ellenistico, probabilmente alessandrino del III secolo a.C., ispirato dalla necessità della dinastia tolomea di legittimare il proprio potere attraverso immagini che, in qualche modo, documentassero, attraverso miti come questo, le comuni origini tra Egizi e Macedoni.
| Ulteriori documenti | ||||
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| Codici | ||||
| Ente competente: | Soprintendenza per i Beni Archeologici delle Province di Napoli e Caserta | |||
| Oggetto | ||||
| Definizione: | opera parietale | |||
| Denominazione/Dedicazione: | opera parietale | |||
| Classe e produzione: | PITTURA | |||
| Identificazione: | Io giunge a Canopo | |||
| Localizzazione geografico-amministrativa | ||||
| Stato*: | Italia | |||
| regione: | CAMPANIA | |||
| provincia: | Napoli | |||
| comune: | Napoli | |||
| Tipologia: | palazzo | |||
| Denominazione: | Museo Archeologico Nazionale di Napoli | |||
| Denominazione spazio viabilistico: | Piazza Museo, 19 - 80135 | |||
| Denominazione raccolta: | Museo Archeologico Nazionale di Napoli | |||
| Specifiche: | Primo piano, Sala LXXIX, n. 1.63 | |||
| Altre localizzazioni geografico-amministrative (reperimento) | ||||
| Stato*: | Italia | |||
| regione: | CAMPANIA | |||
| provincia: | Napoli | |||
| comune: | Pompei | |||
| Denominazione: | VIII 7 28 (DI ISIDE) | |||
| Complesso monumentale di appartenenza: | Pompei Scavi | |||
| Dati patrimoniali | ||||
| Numero*: | 9558 | |||
| Data: | 1863 post | |||
| Modalità di reperimento | ||||
| Denominazione dello scavo*: | Tempio di Iside | |||
| Data*: | 1765/11/23 | |||
| Cronologia | ||||
| Fascia cronologica di riferimento: | sec. I d.C. | |||
| Frazione cronologica: | seconda metà | |||
| Da*: | 62 d.C. | |||
| A*: | 79 d.C. | |||
| Motivazione cronologica: | bibliografia | |||
| Definizione culturale | ||||
| Denominazione: | fase stilistica IV | |||
| Motivazione dell'attribuzione: | analisi stilistica | |||
| Dati tecnici | ||||
| Materia e tecnica: | intonaco/ a fresco | |||
| Unità: | cm. | |||
| Altezza: | 137 | |||
| Larghezza: | 138 | |||
| Dati analitici | ||||
| Indicazioni sull'oggetto: | Quadro relativo al tratto mediano della parete; inserito in cornice di legno. | |||
| Indicazioni sul soggetto: | A sinistra Io con un manto sulle gambe rigonfio sul dorso, è seduta sullaspalla del Nilo (o Tritone) emergente da rocce presso cui è una testa confiore di loto su pilastrino. A destra, Iside in manto e chitone, seduta suroccia, i piedi su coccodrillo e con ureo avvolto al braccio sinistro, eArpocrate coronato con fiore di loto. Stanti alle spalle sacerdote con sistro e caduceo, sacerdotessa con sistro e scettro. In secondo piano a destra, vaso sacro con ansa a serpente; nello sfondo alberi ed alto altare quadrato. | |||
| Testo: | ||||
| Conservazione | ||||
| Stato di Conservazione: | mutilo | |||
| Condizioni giuridica e vincoli | ||||
| Indicazione generica: | proprietà Stato | |||
| Indicazione specifica: | Ministero per i Beni e le Attività Culturali | |||
| Fonti e documenti di riferimento | ||||
| Bibliografia: |
Helbig 1868, p. 40, n. 138; Guida Ruesch 1911, n. 938; Reinach 1922, p. 16, n. 1; Pfuhl 1923, II, p. 832, n. 912, III, p. 285, tav. 666; Marconi 1929, p. 73, fig. 96; Rizzo 1929, p. 45, tav. LXXIX; Elia 1932, pp. 119-120, n. 350; Elia 1941, pp. 27-30, fig. 28, tav. B; Schefold 1952, pp. 65, 134, 174, tav. 43; Schefold 1957, p. 233; de Franciscis 1963, p. 73, tav. XLVI; Tran Tam Tinh 1964, pp. 138-140, n. 40, tav. VI; Malaise 1972, pp. 271, 284; Schefold 1972, pp. 99-101, 126, 197, 261, tav. XLIII; Kraus 1973, p. 189, n. 255; Pompeii A.D. 79 1976, n. 186; Pompeii A.D. 79 1978, II, p. 179, n. 177; Brilliant 1979, p. 96; Pompeii A.D. 79 1980, n. 167; LIMC,I.1, p. 380, s.v. Aigyptos, n. 12; Arte de Pompeya 1981, p. 98, n. 167; LIMC,IV.1, p. 482, s.v. Hekatoncheires, n. 2b;LIMC,V.1, p. 268, sv. Hermanubis; LIMC, V.1, p. 670, s.v. Io, n. 65; LIMC, V.2, p. 449; LIMC, V.1, p. 781, s.v. Isis, n. 265; Pompei 1991-1992, I, pp. 194-195; Alla ricerca di Iside 1992, p. 55, n. 163, tav. X e bibl.; Museo archeologico 1994, p. 133; Grenier 1994; PPM, VIII, pp. 836-837, n. 206; Museo archeologico 1999, p. 126; Archeologia del Vesuvio 1999, p. 110, n. 189; Richardson jr. 2000, p. 127; Coarelli 2002, p. 99; D’Alconzo 2002, pp. 57-58, fig. 31; Sampaolo 2003, pp. 236-237, n. IV.3. |
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| Ulteriori documenti | ||||
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