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Home Percorsi di visita nel Museo Tempio di Iside Stele di Samotwe-tefnakhte (1035)
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Oggetto archeologico

lastra


Stele di Samotwe-tefnakhte (1035)

Accanto ai tanti oggetti egittizzanti erano presenti nel santuario alcuni pezzi veramente provenienti dall'antico Egitto, resi agli occhi dei pompeiani venerabili relique dell'antichità faraonica dalla presenza di geroglifici o dalla forma inusuale. Tra di essi è la stele di Samotwe-tefnakhte che, probabilmente, in origine era la lastra dorsale di una statua, forse resecata in epoca romana per reimpiegarla nel santuario, dove era applicata ad un pilastrino posto a sinistra della scala di accesso alla cella del tempio. La scelta di collocare il pezzo in un luogo così bene in vista è stata interpretata da alcuni come la volontà di esaltare il ruolo salvifico del dio Harsafes ricordato nel testo da altri come il mezzo per mostrare una scena di processione simile a quella a cui gli isiaci assistevano durante la pompa Isidis. Le venti righe di geroglifici sono, infatti, precedute da una fascia a rilievo di una processione di divinità, che cela, in realtà, il nome ed i titoli del dio Harsafes, effigiato con corpo umano e testa di ariete. Nel testo il dedicante, il sacerdote Samtowe-tefnakhte, fa una lunga dichiarazione di fedeltà al dio che gli ha concesso benefici e protezione prima alla corte dell'ultimo sovrano egizo, Nectanebo II, poi durante la dominazione persiana (343-332 a. C.) e, infine, nel momento dell'offensiva greca, ad opera di Alessandro Magno, di cui il dio si è servito per scacciare i Persiani. Il sacerdote racconta poi di come Harsafes gli sia apparso in sogno ordinandogli di tornare a Herakleopolis e termina con la richiesta ai sacerdoti del dio di ricordare il suo nome agli dei di Herakleopolis. Il testo costituisce una delle rare testimonianze dei venti anni in cui si svolsero le fasi finali del declino faraonico e nel contempo ci illumina sull'atteggiamento dei Tolomei, ascesi al trono d'Egitto, nei confronti della classe sacerdotale a cui venne assicurato il rispetto delle divinità e la conferma dei privilegi.

Ulteriori documenti
tipo: Contenuto non disponibile
Ulteriori informazioni
Codici
  Ente competente: Soprintendenza per i Beni Archeologici delle Province di Napoli e Caserta
Oggetto
  Definizione: lastra
  Denominazione/Dedicazione: lastra
  Classe e produzione: ARREDI
  Identificazione: processione di divinità egizie
Localizzazione geografico-amministrativa
  Stato*: Italia
  regione: CAMPANIA
  provincia: Napoli
  comune: Napoli
  Tipologia: palazzo
  Denominazione: Museo Archeologico Nazionale di Napoli
  Denominazione spazio viabilistico: Piazza Museo, 19 - 80135
  Denominazione raccolta: Museo Archeologico Nazionale di Napoli
  Specifiche: Primo piano, Sala LXXXII, n. 6.1
Altre localizzazioni geografico-amministrative (reperimento)
  Stato*: Italia
  regione: CAMPANIA
  provincia: Napoli
  comune: Pompei
  Denominazione: VIII 7 28 (DI ISIDE)
  Complesso monumentale di appartenenza: Pompei Scavi
Dati patrimoniali
  Numero*: 1035
  Data: 1863 post
Modalità di reperimento
  Denominazione dello scavo*: Tempio di Iside
  Data*: 1765/06/22
Cronologia
  Fascia cronologica di riferimento: secc. IV/ III a.C.
  Frazione cronologica: fine/inizio
  Da*: 305 a.C.
  A*: 283 a.C.
  Motivazione cronologica: bibliografia
Dati tecnici
  Materia e tecnica: calcare/ scalpellatura
  Unità: cm.
  Altezza: 105
  Larghezza: 44
  Spessore: 4
Dati analitici
  Indicazioni sull'oggetto: Stele, probabilmente in origine lastra dorsale di una statua resecata in epoca romana. Venti righe di geroglifici precedute da fascia a rilievo.
  Indicazioni sul soggetto: Processione di divinità egiziane.
  Lingua: egiziano
  Testo:

Conservazione
  Stato di Conservazione: mutilo
Condizioni giuridica e vincoli
  Indicazione generica: proprietà Stato
  Indicazione specifica: Ministero per i Beni e le Attività Culturali
Fonti e documenti di riferimento
  Bibliografia:

PAH, I, p. 171; Guida Ruesch 1911, n. 924; Tresson 1931, pp. 369-391; Drioton 1933, pp. 207-208; Porter - Moss 1951, p. 418; Tran Tam Tinh 1964, pp. 174-175, n. 104; Perdu 1985, pp. 97-112; Collezione egiziana 1989, pp. 142-143, n. 15.1; Alla ricerca di Iside 1992, p. 78, n. 6.1; Pirelli 1998, pp. 142-143; Poole 2004, pp. 232-235; De Caro 2006, p. 68, n. 89; Sampaolo 2006, p. 118, n. II.79; Bragantini 2006, p. 206, n. III.1.18.

Ulteriori documenti
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