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Vocabolario

 Corona radiata
ornamento del capo di forma circolare, in origine attributo della divinità e passato poi a contrassegnare gli uomini in più diretto contatto con essa (sacerdoti e sovrani). Si tratta di un’evoluzione del primo tipo di corona, fatta solo di un ramo curvato; la corona radiata è realizzata in lamina d’oro ed è assimilata ad un disco solare per la presenza di raggi. Serviva a indicare gli imperatori romani sulle monete, a partire da Nerone.
 Cratere
dal greco κρατήρ, tipo di vaso adoperato nel mondo greco per mescolare due parti di acqua e una di vino durante i banchetti. Presenta sempre una larga imboccatura, due anse di vario tipo, un ampio e profondo corpo e un piede solitamente alto e sagomato. Il cratere può essere del tipo: “a colonnette”, detto anche kelebe, così definito per la caratteristica forma delle anse, costituite da una coppia di listelli cilindrici che sostengono un elemento orizzontale unito all’orlo, nato a Corinto, diffuso in Attica dalla prima metà del VI secolo a.C. e adoperato, per le sue grandi dimensioni, soprattutto nella ceramica attica a figure nere con decorazioni a fregio continuo o a metope; “a volute”, cosiddetto per le anse molto sopraelevate terminanti in due spirali unite all’orlo della bocca, diffuso dalla prima metà del VI a.C. a tutto il IV secolo a.C. e molto utilizzato nelle fabbriche italiote; “a calice”, cosiddetto dalla forma del corpo che si rigonfia alla base e si allarga verso l’imboccatura dell’ampio labbro e con alto piede a stelo, diffuso dalla fine del VI a.C. a tutto il IV secolo a.C. con decorazione per lo più a fregio continuo, molto adoperato nell’Italia meridionale nella ceramica a figure rosse soprattutto del IV secolo a.C.; “a campana”, così definito per la forma di campana rovesciata, con piccole anse impostate al di sotto dell’ampia imboccatura, molto diffuso nella ceramica italiota a figure rosse soprattutto nel IV secolo a.C.; “calcidese”, con anse a ponticello ricurve in fuori, diffuso nella seconda metà del VI a.C.
 Crepidoma
basamento o zoccolo di un edificio.
 Criptoportico
portico nascosto o coperto (dal gr. Kryptòs), frequente nell’architettura romana. Consistente in una galleria seminterrata con copertura a volta, prendeva luce da aperture laterali, ed era adibito a luogo di passaggio, riparato dai calori estivi e dalle intemperie invernali. Spesso usato coe sostituzione di terrazze, il criptoportico fu talvolta sfruttato come mercato coperto.
 Crisoelefantino
dal greco χρυσός, “oro” e ελέφας, “avorio”, tecnica usata nella statuaria greca, consistente nel riprodurre nelle statue le carni in avorio, l’abito e le rimanenti parti in oro.
 Crista
dal latino crista, “cresta”, cresta o pennacchio (parte superiore) dell'elmo ornata da piume e crini.
 Cristallo di rocca
varietà di quarzo ialino limpido e incolore, proveniente dall’Egitto, dall’India o dall’Asia minore, spesso adoperato per la realizzazione di pendenti, vaghi o amuleti di piccole dimensioni.
 Crotalo
i crotali, detti anche cembali, sono piccoli piattini metallici, ottenuti da leghe pesanti. A seconda delle dimensioni, del diametro e dello spessore del metallo prescelto, producono un suono più o meno brillante. In genere si trovano uniti tra loro, in coppia, per mezzo di una corda.
 Cubicolum
dal latino cubiculum, “camera da letto”, nella casa romana, stanza da letto o vano che si apriva ai lati dell’atrio.
 Dadoforo
dal greco δαδοφόρος, latino “tedoforo” o “portatore di fiaccola”.
 Damnatio memoriae
in latino, pena tra quelle inflitte a chi venisse condannato per damnatio maiestas (nella forma aggravata di damnatio perduellio). Prevedeva che non si tramandasse nella famiglia il prenome del condannato, che si distruggessero le sue immagini e si cancellasse il suo nome dalle iscrizioni. La damnatio memoriae venne votata dal senato anche nei confronti di imperatori, ancora in vita (Nerone) o dopo la loro morte (Domiziano; Comodo, Eliogabalo).
 Decreto
i decreta nel diritto romano, erano promulgazioni del senato, dei magistrati, dell’imperatore, nell’esercizio di funzioni amministrative o giurisdizionali. Ebbero notevole rilievo i d. magistratum, emanati per impartire ordini ai cittadini o per introdurre azioni processuali nuove non previste nell’editto (azioni decretali), e i d. principium, pronunce imperiali con valore di sentenza.
 Decumano massimo
dal latino decumanus, la linea da est a ovest delle due che l’augure tracciava idealmente nel cielo per delimitare il templum celeste. L’altra linea, da sud a nord, era detta cardo (cardine). Tale denominazione passò poi nell’arte dei misuratori del terreno (gromatici) ed in quella militare (castrorum metatores). Il nome decumano era forse derivato dal fatto che, in origine, nella centuriazione le vie o limiti principali erano tracciati a distanza di dieci actus (misura) e secondo Isidoro di Siviglia, incrociandosi col cardo, formavano una X (ovvero il numero 10 in cifre romane). Il decumano passò poi a rappresentare la strada di maggiore rilievo dell’insediamento di origine preromana e romana; lungo il decumano si localizzava, di norma, il foro e si aprivano le botteghe e gli edifici pubblici maggiori (basilica, terme, templi). Il decumano, a volte, non seguiva rigidamente l’orientamento est-ovest dettato dal rituale degli aruspici, ma si adattava alle condizioni del terreno ed alla rete viaria campestre, che preesisteva all’insediamento urbano, militare o agricolo.
 Denario
dal latino denarius, “denario”, moneta romana del valore di dieci assi.
 Di impasto
tipo di vasellame in argilla poco depurata modellata a mano o al tornio.
 Diadema
dal greco διάδημα, “fascia legata intorno”, una sorta di corona costituita da una fascia o da un monile che cingeva le chiome, solitamente a puro scopo ornamentale, talvolta simbolo di consacrazione nelle più diverse circostanze.
 Diadumeno
dal greco διαδούμενος, “atleta che si allaccia attorno alla fronte la benda della vittoria”.
 Diorite
roccia intrusiva vulcanica a struttura granulare ad alto grado di durezza. Le dioriti si distinguono in quarzifere e non, a seconda della presenza o meno di quarzo, e in micacee, anfiboliche e pirosseniche, a seconda del minerale colorato più abbondante presente in esse.
 Doriforo
dal greco δορύφορος, “portatore di lancia”.
 Dromos
dal greco δρόμος, lungo corridoio d’accesso a tombe ipogee.
 Eforo
dal greco ‘έφορος, “eforo”, propriamente il titolo della più alta carica magistratuale spartana, che conferiva potere di controllo sulla condotta dei sovrani e del popolo.
 Egida
si tratta dello scudo di Zeus, opera di Efesto (Vulcano), tale da abbagliare ed atterrire chiunque lo vedesse. Era infrangibile, ne scattavano folgori, ed era ornato di cento frange d’oro. Tradizioni più tarde attribuirono anche a Pallade un’egida, fatta con la pelle della capra Amaltea e resa formidabile dalla testa di Medusa, postavi sopra dalla dea stessa.
 Ekklesiasterion
dal greco ‘εκκλησιαστήριον, “luogo delle adunanze”, una sorta di locale di riunione e di rappresentanza di assemblee, presente anche del tempio di Iside a Pompei.
 Elsa
impugnatura della spada.
 Emblema
dal greco ‘έμβλημα, “cosa inserita”; risalgono al periodo tra il II secolo e l’inizio del I secolo a.C. i primi emblemata, quadretti preparati in genere in bottega su un supporto di terracotta, pietra o marmo, composti da tessere di dimensioni piccole e regolari, contornati da pregiate cornici musive con tessere più grandi. Se negli esemplari più antichi le tessere raggiungevano le dimensioni di 1 mm di lato, successivamente la misura standard sarà di 1 cm circa di lato. Tali quadretti, che spesso si rifacevano a modelli greci con scene di derivazione ellenistica, e talvolta erano importati dall’Oriente, venivano posti al centro di pavimenti in battuto, o a scaglie di calcare, marmo e successivamente a tessere di calcare bianco. Dal I secolo d.C. si assiste ad una diminuzione e poi ad una progressiva scomparsa degli emblemata, sostituiti dalla decorazione figurata estesa all’intero campo mosaicato.
 Epistilio
dal greco ‘επιστύλιον, “sopra la colonna”, parte della trabeazione che poggia direttamente sulle colonne, immediatamente al di sotto del fregio.
 Erario
dal latino Aerarium, termine indicante la cassa e il tesoro dello stato, collocato nel tempio di Saturno nel Foro romano. Al suo controllo erano preposti diversi magistrati: dapprima i questori sotto la vigilanza del senato, successivamente edili, prefetti, pretori e poi, nuovamente questori e prefetti.
 Erma
dal latino haerma, “erma, busto di Hermes”, pilastrino sormontato da una testa a tutto tondo di Hermes, spesso itifallico, usato originariamente per segnare gli incroci ed i confini delle proprietà, a significare l’ordine imposto dal dio nel regno misterioso e disordinato della natura; la presenza dei genitali simboleggiava invece il suo ruolo di nume della fecondità. Con il tempo perse il significato proprio e divenne un elemento decorativo, utilizzato anche come supporto per ritratti di filosofi, poeti ed uomini famosi; si diffuse inoltre la consuetudine di raffigurare due personaggi accostandoli per la nuca, originando il tipo della doppia erma.
 Esergo
dal greco ‘εξ ‘έργον, “fuori dall’opera”, lo spazio in cui viene indicata nelle monete e nelle medaglie la data, l’indicazione della zecca, etc.
 Exedra
dal greco ‘εξέδρα, “sedile”, sala di ritrovo e conversazione dotata di sedili e aperta verso il peristilium.
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