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Vocabolario

 Exomis
dal greco ‘εξωμίς, “tunica a una sola manica”, una sorte di chitone aperto o chiuso, allacciato sulla spalla sinistra, in modo comunque da lasciare scoperta la spalla destra, portato in Grecia e poi a Roma.
 Fastigio
in architettura sommità di una costruzione, in particolare il frontone di un tempio, ornato di figure e di acroteri.
 Fauces
nella domus romana con questo termine si indica il tratto di corridoio compreso tra la porta di accesso all'abitazione e l’atrio.
 Fibula
accessorio d’uso antichissimo (i più arcaici esemplari risalgono al II millennio a.C.), per trattenere il vestiario sul corpo, simile all’attuale spilla di sicurezza nella sua struttura, formata dalla spilla vera e propria e dall’arco, cioè la parte superiore che l’assicura alla stoffa. Dapprima soltanto in bronzo, poi in ferro, argento, oro, la fibula riflette l’evolversi della civiltà, soprattutto nella varietà dei tipi dell’arco. Dalla primitiva semplice forma ad arco di violino, nell’età del bronzo, a quella ad arco semplice e ad arco spezzato (età del ferro), derivò la fibula greca a larga staffa, caratterizzata da ornati geometrici, usata per il chitone, il peplo, la clamide in epoca arcaica; i romani per la palla, il sagum, e il paludamentum militare (non per la toga), adottarono la fibula con il capo a forma di balestra, impreziosita da pietre dure, coralli.
 Foglia d’acanto
elemento decorativo prevalentemente del capitello corinzio, ispirato alla pianta di acanto a grandi foglie.
 Frigidarium
parte dell’edificio termale romano nella quale è una vasca per il bagno in acqua fredda.
 Galea
dal latino galea, elmo di tipo macedone, in origine in cuoio, poi in metallo.
 Gineceo
dal greco Γυναικών, parte più interna della casa greca riservata alle donne. Collocata a un piano superiore o sullo stesso dell’abitazione degli uomini, ma aperta su un cortile diverso, si componeva della stanza da letto, di un’anticamera in cui si ricevevano visite, e di una stanza in cui le donne lavoravano, in genere al telaio. In età imperiale romana, il gineceo divenne l’appartamento adibito a guardaroba dell’imperatore, in cui erano impiegate per lo più donne.
 Gladio
corta spada a doppio taglio.
 Gocciolatoio
scanalatura posta lungo il bordo inferiore di elementi sporgenti delle murature (cornicioni, terrazzini, balaustre, ecc.) allo scopo di impedire che la pioggia sporchi i muri degli edifici.
 Godronatura
decorazione di una superficie metallica risultante dall’impiego del godrone, un piccolo utensile montato sul tornio che, zigrinando la superficie, vi imprime piccoli rilievi.
 Granulazione
tecnica dell' oreficeria antica che consiste nell’applicare e saldare su una superficie liscia delle sferette (granuli), disponendole in modo tale da creare un motivo decorativo.
 Gymnasium
dal greco γυμνάσιον, “ginnasio”, in origine palestra per esercizi fisici, dal V secolo a.C. divenne un complesso architettonico variamente articolato, fornito anche di giardini, esedre e biblioteche. Il Ginnasio classico vero e proprio venne forse realizzato per la prima volta in seguito ai lavori fatti eseguire da Licurgo nell'area del Liceo di Atene nel 338 a.C., mentre il primo di cui si hanno notizie precise è quello di Delfi del IV secolo a.C. Nel mondo romano non ebbe uno sviluppo e un significato paragonabile a quello greco, connotandosi quasi esclusivamente come un luogo per le attività ginniche. Se in epoca arcaica è costituito da un semplice giardino ombreggiato da alberi, con spazi aperti per i vari giochi ed intorno piccole costruzioni adibite a deposito per le vesti e gli attrezzi, o per il riposo degli atleti, in età classica diviene un porticato con davanti spazi aperti e un’esedra a colonne con i bagni. Dal III secolo a.C. si connota come un edificio quadrangolare o rettangolare, con al centro un peristilium, ed ambienti destinati all’allenamento e alla cura degli atleti.
 Himation
dal greco ‘ιμάτιον, “mantello”, ampio mantello, in lana o lino che, partendo dalla spalla sinistra, si avvolgeva intorno alla persona, ricoprendo uno o entrambe le braccia e, talvolta, anche la testa. Solitamente di colore bianco con fasce colorate lungo gli orli, era portato sia dagli uomini che dalle donne sul chitone o sul peplo.
 Hydria
dal greco ‘υδρία, grande vaso a tre anse, destinato solitamente a contenere acqua, con basso collo, corpo grosso e svasato, basso piede, decorato, per lo più, sulla spalla e sul corpo.
 Icneumone
genere di carnivori simili alle manguste e della grandezza di un gatto, tipici dei paesi caldi. Presentano corpo snello, coda lunga e pelo ispido. Si nutrono di volatili, rettili ed uova.
 Impluvium
dal latino impluvium, bacino di forma rettangolare o quadrata incassato nel pavimento dell’atrium della casa romana, per la raccolta delle acque piovane provenienti dal compluvium del tetto.
 Incuso
in numismatica, la tecnica che consiste, durante la coniazione di una moneta, nell’imprimere il tipo del rovescio in negativo. La tecnica è tipica delle emissioni di Sibari, Crotone e Metaponto, dalla quale altre zecche la hanno in seguito mutuata.
 Inferi
(lat.)appellativo che i Romani davano agli dei del mondo sotterraneo (detto Averno, Tartaro, Ade), in opposizione agli dei superi, cioè celesti, insieme con i quali venivano invocati. Agli dei inferi era dedicata la solennità annuale dei Feralia, il 21 febbraio, suprema fra le divinità infere era la coppia Dis Pater ( Dte, Plutone) – Proserpina. Per estensione, il termine venne impiegato per indicare il modo sotterraneo in generale, in quanto regno dei morti.
 Infula tortilis
copertura del capo, di lana bianca, adattata intorno alla testa come un diadema, oppure avvolta a forma di turbante; nell’uno e nell’altro caso vi si lasciavano pendere ai lati due nastri. Era simbolo della inviolabilità, e spettava ai Sacerdoti, alle Vestali e più tardi agli Imperatori
 Infundibulum
dal latino infundibulum, “vaso ad imbuto”. Nella lucerna, apertura posta sulla parte superiore per l’immissione dell’olio.
 Ingubbiatura
strato di argilla molto depurata e allo stato quasi liquido, utilizzato come rivestimento ultimo dei vasi per ridurre la porosità e rendere brillante la superficie.
 Iseo
tempio di Iside.
 Itifallico
attributo di personaggio che presenta un abnorme sviluppo del membro maschile.
 Kalathos
dal greco κάλαθος, “cesto intrecciato”, canestro o paniere in vimini o canne, privo di manici con ampia apertura e stretto alla base, solitamente usato per riporvi gli oggetti dei lavori femminili. Colmo di fiori e frutta assume un significato religioso, divenendo simbolo di molte divinità femminili.
 Kantharos
dal greco κάνθαρος, coppa profonda per vino, con due anse a nastro sopraelevate e con piede più o meno alto e sottile.
 Klaft
copricapo di tela rigata portato dai re egizi, realizzato con un rettangolo di stoffa fissato alla fronte con un cerchio metallico.
 Kline
dal greco κλίνη, letto sul quale ci si sdraiava per lo più per mangiare.
 Kolpos
rigonfiamento del chitone al di sopra della cintura.
 Kore
(in greco, letteralmente, “fanciulla”, “giovane donna”) termine utilizzato nel linguaggio archeologico per indicare un tipo di statua, raffigurante una figura femminile stante, che compare agli inizi della scultura monumentale greca (metà del VII sec. a.C.) e permane fino alla fine del periodo arcaico (inizi del V sec. a.C.); i suoi antecedenti sono rintracciabili nell’arte dell’Egitto e della Mesopotamia. La figura ha, in genere, le braccia distese lungo i fianchi (ma a volte un braccio è proteso nel gesto di porgere un’offerta, mentre l’altro trattiene un panneggio della veste), i piedi sono uniti, oppure, il piede sinistro è leggermente avanzato.
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